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Charles Baudelaire

poeta, scrittore, critico letterario, critico d'arte, giornalista e traduttore francese



«Oggi lo spazio è splendido! Senza morsi né speroni o briglie, | via, sul vino, a cavallo verso un cielo divino e incantato! | | Come due angeli che tortura un rovello implacabile oh, | nel cristallo azzurro del mattino, seguire il lontano meriggio! | | Mollemente cullati sull'ala del turbine cerebrale, in un | delirio parallelo, | | sorella, nuotando affiancati, fuggire senza riposi né tregue | verso il paradiso dei miei sogni.»

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«Come quelle enormi sfingi distese per l'eternità in nobile posa nel deserto sabbioso, essi scrutano il nulla senza curiosità, calmi e saggi.»

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«Che importa che tu venga | dall'Inferno o dal Cielo | o mostro enorme, ingenuo, spaventoso! | Se grazie al tuo sorriso, al tuo sguardo, | al tuo piede penetro | un infinito che ignoravo e che adoro? | Che importa se da Satana o da Dio? | Se sirena o angelo, che importa? | Se si fanno per te - fata occhi, di | velluto, ritmo, luce, profumo, mia regina- | meno orrendo l'universo, | meno grevi gli istanti?»

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«Non scrissi, o lettore innocente, | pacifico e buon cittadino, | per te questo mio saturnino | volume, carnale e dolente. | | Se ancora non hai del sapiente | Don Satana appreso il latino, | non farti dal mio sibillino | delirio turbare la mente! | | Ma leggimi e sappimi amare, | se osi nel gorgo profondo | discendere senza tremare. | | O triste fratello errabondo | che cerchi il tuo cielo diletto, | compiangimi, o sii maledetto!»

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«Il vino sa vestire di un prodigioso lume | la stamberga peggiore | e fabbricare portici di fiaba con le spume | del suo rosso vapore | come un sole cocente che splenda fra le brume.»

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«T'adoro al pari della volta notturna, | o vaso di tristezza, o grande taciturna! | | E tanto più t'amo quanto più mi fuggi, o bella, | e sembri, ornamento delle mie notti, | ironicamente accumulare la distanza | che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite. | | Mi porto all'attacco, m'arrampico all'assalto | come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo, | fiera implacabile e cruda, sino la freddezza | che ti fa più bella ai miei occhi.»

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«Lavorare è meno noioso che divertirsi.»

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«Tienti i sogni: i saggi non ne hanno di così belli come i pazzi!»

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«..aveva negli occhi la forza del suo cuore..»

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«Quando saprò mai fare dello spettacolo vivente della mia triste miseria il lavoro delle mie mani e l'amore dei miei occhi?»

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«Ascolta, cara, ascolta la dolce notte che si avvicina.»

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«C'è un solo modo di dimenticare il tempo: impiegarlo.»

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«Chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere.»

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«Il Poeta è simile al principe delle nubi che sfida la tempesta e ride dell'arciere; esiliato sulla terra in mezzo agli schiamazzi, le sue ali di gigante gli impediscono di camminare.»

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«Quel che c'è di fastidioso nell'amore è che è un delitto in cui non si può fare a meno di un complice.»

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«Quei giuramenti, quei profumi, quei baci infiniti, rinasceranno.»

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«Eppure sarete simile a questo detrito, | A quest'orribile infezione, | Stella dei miei occhi, sole della mia natura, | Lei, angelo mio e passione mia !»

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«Per il mercante, anche l'onestà è una speculazione.»

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«Non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti.»

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«Un uomo molto famoso, è un grande imbecille al tempo stesso, cose che a quanto pare si accompagnano perfettamente, tanto che mi capiterà senz'altro più di una volta l'amaro piacere di dimostrarlo.»

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