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Alexandre Dumas padre

data: 03/12/15 autore:
Alexandre Dumas è stato un celebre scrittore francese. Nel 1823 Dumas si trasferì a Parigi, dove entrò al servizio del Duca di Orléans come copista, grazie alla sua buona calligrafia. Nel frattempo iniziò a scrivere testi per il teatro proponendoli agli impresari. Il suo “Henri III et sa cour”, primo esempio di dramma romantico, fu rappresentato alla Comédie-Française nel 1829. Grazie al successo poté quindi abbandonare il suo impiego per dedicarsi alla scrittura a tempo pieno.  Tra il 1846 e il 1847 fece costruire e inaugurare un proprio teatro, che chiamò il "Théâtre-Historique". Sfortunatamente, però, il teatro fallì nel 1850. Rovinato dai debiti, lo scrittore fu costretto a vendere all'asta il suo castello e nel 1851, cercato da più di 150 creditori, dovette riparare in Belgio. Viaggiò all’estero tornando in patria una volta pagati tutti i debiti. Fece quindi un viaggio attraverso l'Olanda e la Germania. Nel 1854, risolti i suoi problemi finanziari, ritornò a Parigi. Nel settembre del 1870, dopo una malattia vascolare che lo lasciò semiparalizzato, si trasferì nella villa di suo figlio Alexandre a Puys, vicino a Dieppe, dove morì.
 
 
Non c'è vera felicità se non quella di cui ci si accorge di godere. Il bambino è felice, è vero, ma siccome lo viene a sapere soltanto molto più tardi è come se non lo fosse mai stato


«Certe donne amano talmente il proprio marito che per non sciuparlo prendono quello delle loro amiche.»

tag: amicizia donne divertenti
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«Chi legge la storia, se non gli storici quando correggono le loro bozze?»

tag: cultura divertenti tempo
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«Dio, nella sua previdenza, non ha dato la barba alle donne perché esse non sarebbero state capaci di tacere mentre venivano rasate.»

tag: religione donne divertenti
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«Il matrimonio è una catena così pesante che a portarla bisogna essere almeno in tre.»

tag: amore divertenti
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«Mio padre era un creolo, suo padre un negro, e suo padre una scimmia la mia famiglia, mi sembra, è cominciata dove la tua è finita.»

tag: vita uomini scienza
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«Negli affari non ci sono amici, soltanto soci.»

tag: amicizia
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«Non c'è vera felicità se non quella di cui ci si accorge di godere. Il bambino è felice, è vero, ma siccome lo viene a sapere soltanto molto più tardi è come se non lo fosse mai stato.»

tag: felicita e tristezza
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«Tutta la saggezza umana si può riassumere in due parole: aspetta e spera.»

tag: vita saggezza tempo
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«Tutte le generalizzazioni sono pericolose, perfino questa.»

tag: vita
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«Per tanto tempo ho pensato che sarei vissuto solo per vendicarmene di te. Mi ero sbagliato! Sono ancora vivo perché non voglio morire senza averti perdonato! »

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«Non mi puoi trattenere! Non mi puoi trattenere perché non ti credo più! So cosa succederà tra di noi. Noi non ci lasceremmo mai però nel frattempo non potremmo mai stare insieme! Alla fine ucciderà l'uno l'altro... perché non ti credo! Ti amerò più di qualsiasi cosa, puoi dire quello che vuoi ma non mi puoi trattenere. Non posso trattenere il mio odio sapendo cosa mi hai fatto! »

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«Conte, avete pagato questi cavalli una fortuna! Sono forse per questo meno belli? »

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«Figliola mia, non abbiatevi a male di quello che dirò; pensate solo che certe volte la vita ha crudeli necessità, e bisogna sottomettervisi. »

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«La vita è come un fiume...se ti smarrisci un attimo tutto scivola via veloce...»

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«Un po' di vodka, figurativamente saresti tu! Mettiamoci dentro qualcosa di piccante, piccante come me, per esempio il tabasco (salsa piccante)! Però non dimentichiamoci il succo di pomodoro, mmm! È così dolce come le nostre vecchie giornate! Un po' di limone il quale potrebbe simbolizzare le persone che hanno tentato di dividerci! Un po' di pepe, le persone che sono apparse dopo la nostra rottura! Ed infine un mazzo di sedano, il nostro unico momento di passione, la cosa più bella che abbiamo fatto fin ora, anche se in modo sbagliato! Questi saremmo noi! Gli elementi di un amore sanguinoso!»

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«"Perché" disse nella lingua sonora delle figlie di Sparta e d'Atene "perché mi fai chiedere il permesso di entrare da me? Non sei tu il mio padrone? Non sono io la tua schiava?" Montecristo sorrise a sua volta: "Haydèe" disse, "non sapete?..." "Perché non dai del tu come sempre?" Interruppe la giovane greca. "Ho dunque commesso qualche mancanza? In questo caso bisogna punirmi, ma non darmi del voi" "Haydèe" disse il conte, "tu sai che siamo in Francia, e che per conseguenza sei libera." "Libera di far che?" Domandò la giovane. "Libera di lasciarmi." "Lasciarti!... e perché lo farei?" "Che so io?... Vedremo gente..." "Non voglio vedere alcuno." "E se in mezzo ai bei giovani che incontrerai, qualcuno ti piacesse, io non sarò tanto ingiusto..." "Non vidi mai uomo più bello di te, e non amai che mio padre e te"»

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«"Insensato!" Disse. "Mi dovevo svellere il cuore il giorno in cui decisi di vendicarmi!"»

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«"Mercedes!" Ripetè Montecristo "Mercedes! Ebbene sì, voi avete ragione, questo nome è dolce ancora da pronunciare, ed ecco la prima volta, dopo lunghi anni, che risuona chiaro sulle mia labbra. Ah, Mercedes! Il vostro nome io l'ho pronunciato coi sospiri della malinconia, coi gemiti del dolore, colla rabbia della disperazione; l'ho pronunciato gelido per il freddo, attrappito sulla paglia della mia cella; l'ho pronunciato divorato dal caldo, l'ho pronunciato rotolandomi sul pavimento del carcere. Mercedes, bisogna ch'io mi vendichi, perché ho sofferto per quattordici anni: per quattordici anni ho pianto, ho maledetto. Ora, io ve lo ripeto Mercedes, bisogna ch'io mi vendichi!"»

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«La vostra anima è triste e vi fa vedere un cielo tempestoso.»

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«Non lo so. Da dove viene in noi l'amore e l'odio?»

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