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Erri De Luca

data: 06/27/14 autore:
Erri De Luca è uno scrittore, poeta e traduttore italiano.
Le sue storie rispecchiano il cambiamento degli uomini nella storia e nella società, attraverso una narrazione intensa e attenta al dettaglio per scavare la personalità di ciascun personaggio.
 
 
Fai come il lanciatore di coltelli, che tira intorno al corpo.
Scrivi di amore senza nominarlo, la precisione sta nell’evitare.
Distràiti dal vocabolo solenne, già abbuffato, punta al bordo, costeggia, il lanciatore di coltelli tocca da lontano, l’errore è di raggiungere il bersaglio, la grazia è di mancarlo.
 
 
Il suo stile è limpido, diretto, fluido. Utilizza spesso il vernacolo per esprimere al meglio dei concetti, come quelli legati alla sua terra d’origine, la Campania. Come fa ad esempio nel libro Il giorno prima della felicità.
 
 
Poi mi prese la faccia fra le mani e spinse la bocca ritoccata a rosa contro la mia respirando profondo. Fu il più speciale dolore, una fitta agli occhi e uno squaglio di cioccolata in bocca.
 
 
De Luca collabora con i quotidiani ed è un attivista sempre in prima linea nelle sue battaglie. Per i suoi romanzi attinge da esperienze dirette e personali, o dalla storia. Alla sua scrittura, anche prosaica, non manca mai quel velo di poesia che smorza anche i fatti più crudi o banali.
 
 
Ti ho aspettato fino a dimenticare cosa. Mi è rimasta un attesa nei risvegli, saltando giù dal letto incontro al giorno. Apro la porta non per uscire ma per farlo entrare.


«Della mia generazione ho potuto conoscere migliaia di persone perché per un bel po' di anni quella gioventù è uscita di casa e ha occupato vita e strada di questo Paese. Ha perlustrato in lungo e in largo la società che aveva intorno e ha potuto conoscere la società che lei stessa già costruiva. Se non ho amici tra i compagni di scuola, ne ho avuti in cambio migliaia dopo.»

tag: amicizia vita
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«Vanno bene per gli angeli le ali, a un uomo pesano. A un uomo per volare deve bastare la preghiera, quella sale sopra le nuvole e piogge, sopra soffitti e alberi. La nostra mossa di volo è la preghiera.»

tag: uomini
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«Tengono una gratitudine i puverielli che nessun re ha mai sentito.»

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«Strano sapersi perduti tutti i giorni e non dirsi mai addio.»

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«Si sta in una guerra anche per vergogna di rimanerne fuori.»

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«Si ottiene dal mare quello che ci offre, non quello che vogliamo. Le nostre reti, coffe, nasse, sono una domanda. La risposta non dipende da noi, dai pescatori.»

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«Si formano parole di rivolta che accecano più di questo vento.»

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«Si deve sapere cogli occhi, con la paura, con la pancia vuota, non con le orecchie, coi libri.»

tag: paura libri
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«Non c'è ritorno, pensavo, questo viaggio manca di simmetria, è solo andata.»

tag: viaggi
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«Mi chiedo da solo: non me ne potevo accorgere per conto mio di esserci? Pare di no. Pare che ci vuole un'altra persona che avvisa.»

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«L'occhio invidioso sciupa.»

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«L'italiano è una lingua senza saliva, il napoletano invece tiene uno sputo in bocca e fa attaccare bene le parole. Attaccata con lo sputo: per una suola di scarpa non va bene, ma per il dialetto è una buona colla.»

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«Il mare non è una pianura nella burrasca, ma una salita piena di fossi.»

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«Ho visto che in italiano esistono due parole, sonno e sogno, dove il napoletano ne porta una sola, suonno. Per noi è la stessa cosa.»

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«Uomini che non hanno la fede, come me, si appoggiano a piccoli fantasmi. Perciò frugo con ammirazione nella scrittura sacra la presenza del più colossale dei fantasmi, la divinità.»

tag: uomini
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«[Sulla prigionia politica del poeta jugoslavo Ante Zemljar] La poesia gli servì da corazza, da festa, da riserva di energia. Se non è questo, la poesia non è niente. È stata la più forte macchina di resistenza del novecento per chi non metteva fede in nessun Dio.»

tag: politica
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«Sono uno che scrive, perciò sto in disparte. Questa intrusione sulla tua traccia finirà scritta, lontana da qui. Non somiglierà a un disegno, la scrittura ha bisogno di distanza.»

tag: arte
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«Siamo alberi, Nives, piantati nel mondo per spargere seme, ma né tu né io abbiamo voluto sapere di questa fioritura. Ho messo alberi sul campo, storie ne ho scritte che se ne vanno in giro tra le mani, ma i semi della vita non li ho rimessi al mondo. Sono in debito, ho mancato in spargimento.»

tag: vita
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«Questo millenovecento è stato un secolo di filo spinato e sbarre. La mia generazione è stata la più incarcerata della storia d'Italia per motivi politici. Per un prigioniero la bellezza è il pensiero più importante per resistere. [...] La bellezza è stata decisiva più del coraggio, per dare fibra alla resistenza.»

tag: bellezza coraggio storia
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«Quassù [in alta montagna] l'ispirazione entra nel naso e la mucosa fiuta la storia dell'aria, i suoi viaggi.»

tag: storia viaggi
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