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Fabrizio De Andrè

data: 07/21/14 autore:
Fabrizio De André è stato uno dei cantautori più apprezzati del panorama italiano. Nonostante sia scomparso da anni continua ad essere uno dei cantastorie più amati e ricordati.
Come cantautore ha stravolto i canoni della canzone tradizionale italiana imponendosi con ballate, profondamente influenzate dalla scuola d’oltreoceano di Dylan e Cohen.
 
 
Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
 
 
I suoi testi sono sempre stati sospesi e realtà e mito, come ad esempio “La canzone di Geordie”. Uno stile spesso dissacrante ma anche pronto a farsi preghiera e sfogo. L’ironia e la poesia le sue armi per sfidare i preconcetti, i pregiudizi, la falsità.
 
 
Benedetto Croce diceva che fino a diciotto anni tutti scrivono poesie e che, da quest'età in poi, ci sono due categorie di persone che continuano a scrivere: i poeti e i cretini. Allora, io mi sono rifugiato prudentemente nella canzone che, in quanto forma d'arte mista, mi consente scappatoie non indifferenti, là dove manca l'esuberanza creativa.
 
 
Una carriera durata oltre quarant’anni in cui ha raccontato se stesso, ma non fermandosi a impressioni egoiste ma riportando in musica il disagio, le impressioni e le difficoltà delle persone comuni.
 
 
Il canto ha infatti ancora oggi, in alcune etnie cosiddette primitive, il compito fondamentale di liberare dalla sofferenza, di alleviare il dolore, di esorcizzare il male.


«Il cancro e l'AIDS sono bestie educate: mangiano una ben misera razione di carne rispetto a quella che hai mangiato tu e non ti lasciano solo come tu tenti di fare con loro.»

VOTI: 2


«Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.»

tag: amore
VOTI: 15


«Meglio esserci lasciati che non esserci mai incontrati.»

VOTI: 10


«Morire per delle idee va bene, ma di morte lenta.»

VOTI: 3


«Cosa farò dei soldi di questo disco? Non so se spenderli nel farmi tirare la faccia per sembrare più giovane, o se usarli per concedermi il tempo di scrivere qualcosa di serio, per sembrare più vecchio.»

tag: tempo
VOTI: 2


«[Alla domanda "Il denaro la attrae, signor De André?" di un giornalista] Sì, sono io che non sono mai riuscito ad attrarre lui.»

tag: denaro
VOTI: 3


«Agli estorsori di consensi convengono i disagi sociali degli uomini: gli uomini disagiati, senza lavoro, senza soldi, sono facilmente orientabili, sono facilissime fonti di consensi (anche elettorali).»

tag: uomini
VOTI: 2


«Anarchismo possibile in un nuovo sistema dei bisogni, finalmente liberato dalla necessità. Purtroppo le necessità esistono ancora.»

VOTI: 2


«Il capitalismo non può essere democratico.»

VOTI: 3


«La sinistra non deve dare ai vecchi un "passato", ma un futuro.»

VOTI: 3


«È molto più difficile essere capiti facendo del bene che del male.»

VOTI: 3


«Le vere domande e le vere risposte non sono fatte di parole: sono fatte di azioni, di gesti, di atti, di opere in cui possono anche essere compresse le parole. Eppure ogni cosa fatta in qualche modo la si paga in ansia, in insuccesso e, se tutto va bene, in nostalgia.»

VOTI: 7


«Se i cosiddetti "migliori" di noi avessero il coraggio di sottovalutarsi almeno un po' vivremmo in un mondo infinitamente migliore.»

tag: coraggio
VOTI: 4


«Sono le persone che creano i problemi che non cambiano.»

VOTI: 2


«[Sull'emarginazione] Ti sottrae al potere e quindi al fango. Ti avvicina al punto di vista di Dio.»

tag: potere
VOTI: 1


«Mi ricordo che un giorno presi mia madre e le diedi uno spintone mandandola contro una finestra, tanto che si tagliò dappertutto, e mio padre decise di darmi una lezione. Mi diede tante cinghiate da farmi lievitare il culo come un pandolce, poi mi chiese: "Hai niente da dire alla mamma?" Io risposi di no. Lui, per rappresaglia, prese i miei album di figurine – ne avevo cinque o sei – e me li bruciò tutti in mezzo alla stanza. Io rimasi impassibile. Lui afferrò una scarpa e mi picchiò in testa col tacco. Poi ripeté: "Hai niente da dire alla mamma?" "No", risposi. Se ne andò, avevo vinto io.»

tag: vita
VOTI: 5


«Gli artisti, maledizione! Un intellettuale integrato, poverino, io lo capisco: è uno che legge dentro le righe e capisce quello che succede molto più degli altri. Capisco che se non è artista, se non riesce a trasformare quello che capisce in qualcosa d'altro che arriva ancora meglio, deve integrarsi: l'artista è un anticorpo che la società si crea contro il potere. Se si integrano gli artisti, ce l'abbiamo nel culo!»

tag: societa potere
VOTI: 2


«Nel trasformare in musica cantata una poesia non esiste un'antinomia radicale. Esiste, semmai, l'esigenza formale di volgarizzare quella poesia, nel senso di modificarne il lessico interpolandolo con un linguaggio volgare, che possa raggiungere sentimento e ragione di un uditorio più vasto. Tutto ciò con l'aiuto della magia della musica, che rimane l'unico linguaggio universale che io conosca.»

tag: musica ragione
VOTI: 1


«La musica non è simbolica. La musica rappresenta se stessa. È un fenomeno protomentale, anticipa la ragione. Evoca, ma non simbolicamente.»

tag: musica ragione
VOTI: 2


«Perché scrivo? Per paura. Per paura che si perda il ricordo della vita delle persone di cui scrivo. Per paura che si perda il ricordo di me. O Anche solo per essere protetto da una storia, per scivolare in una storia e non essere più riconoscibile, controllabile, ricattabile.»

tag: vita
VOTI: 2
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