Frasi Celebri sul lavoro

«Sono orgoglioso di essere figlio di gente povera. Figlio della Venezia popolare. Andavo a lavorare con mio padre, venditore ambulante di gondoete, gondole di plastica nera. E lì, sui marciapiedi di Cannaregio, ho imparato tutto. Il lavoro, il sacrificio. Vivevamo in nove in novanta metri quadri, con i miei due fratelli, mia zia vedova e i suoi tre figli. E comunque a casa mia non c'era un libro. Cominciai a studiare il greco di notte, di nascosto. Così ho dato l'esame per passare al Foscarini. Il figlio dell'ambulante, il piccolino, al liceo dei siori. Alla maturità fui il primo della classe.»

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«Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l'ingratitudine.»

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«Sono un individualista che non sente il bisogno di avere qualcuno che qualifichi il mio lavoro in un modo particolare. Io lavoro per me stesso.»

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«Gli psicologi e gli psichiatri, a differenza di molte altre professioni che stanno scomparendo, non rischiano certo l'estinzione: gli uomini saranno sempre meravigliosamente complicati. Le donne ancor di più.»

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«Per alimentare le mie amicizie con gli uomini, cerco di lavorare sempre con i soliti musicisti, in modo da approfondire i rapporti e crescere insieme a loro.»

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«Il mio ambiente di lavoro è prevalentemente maschile. È da quando sono ragazzina che vivo in simbiosi con gruppi musicali composti da uomini e mi sono confrontata così tanto con loro che ho finito per assumere atteggiamenti maschili.»

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«Ranieri mi ha dato tanto. Mi ha insegnato ad allenarmi, ma anche come mangiare, come vivere da professionista. Ho un rispetto enorme per lui, per quello che ha saputo darmi come uomo. Capello e Ancelotti hanno personalità diverse ma il loro modo di lavorare sul campo è molto simile, per impostazione tattica e per come si relazionano col team. Questo è forse il vero segreto del loro successo.»

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«Ho capito che alla tv non avevo più nulla da chiedere. Anche se continuano a invitarti di qua e di là, dopo che hai lavorato con Baudo e Celentano, dopo che hai ballato accompagnata da Miles Davis lì in studio con la sua tromba, dopo che i migliori coreografi ti hanno dedicato il loro genio, puoi solo fermarti.»

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«Ho iniziato a sfilare quando avevo 14 anni. Vivevo a New York con mia madre. Ho girato tre quarti di mondo con questo lavoro. Ma ho sempre studiato.»

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«Il problema principale è che è fissato un obiettivo sacrosanto come il processo breve, poi bisogna farsi carico di come raggiungerlo e cercare di ridurre, se non eliminare, le cause dell'eccessiva durata. Il processo dura troppo per il carico di lavoro dei magistrati.»

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«La pay tv dà più lavoro e possibilità per tutti, quindi più canali ci sono meglio è.»

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«Tutti dobbiamo essere differenti. Non si può copiare un altro, e nello stesso tempo pretendere di arrivare a qualcosa. Se tu copi, ciò inoltre è perché il tuo lavoro non ha un sentimento sincero, e senza sentimento nessuna delle cose che fai avrà realmente valore. Come non ci sono al mondo due persone uguali, così dev'essere anche con la musica, altrimenti non è musica.»

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«Per molto tempo ho giocato a pallacanestro: è un gioco di squadra in cui si lavora per il gruppo, tutti al servizio di tutti. Mi ha insegnato il rispetto per gli altri e il sacrificio per gli altri. Il che significa che finché vedo che il ruolo che avrei potuto fare lo ha fatto un attore bravo va tutto bene. Se invece l'attore non è bravo allora mi dà fastidio.»

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«Non nascondo che mi piacerebbe interpretare un tipo buono, magari anche un po' ottuso, che sorride sempre alla vita. Ma non lo scrivono, o meglio, non lo propongono a me. Quello sarebbe davvero un bel lavoro d'attore.»

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«Ho sempre pensato che il mio mestiere fosse il risultato di questo tipo di lavoro: ovvero entrare in un progetto con un punto di vista e non fare solo quello che ti si chiede di fare, ma cercare di capire cosa si vuole realizzare, in quale direzione si deve andare.»

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«Il cinema è un lavoro corale, di squadra, il lavoro collettivo per antonomasia. Anche il gruppista secondo me ha una funzione sociale e artistica in un film.»

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«Realizzare il corto mi ha dato l'occasione di avere un'altra prospettiva, ha in qualche modo completato il mio modo di lavorare. Veder lavorare gli attori è stato come trovarsi in uno psicodramma: guardi altri fare il lavoro che di solito fai tu, mentre ne stai facendo un altro. Non penso di aver migliorato, ma ho assorbito cose che mi hanno reso più cosciente di ciò che è il mio lavoro.»

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«Chiunque, qualunque lavoro faccia si deve prendere le sue responsabilità.»

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«Molti dovrebbero lavorare per portare sullo schermo l'Italia di oggi, ce n'è molto bisogno e farlo in modo divertente può far passare meglio certi discorsi. Un film divertente può essere meglio accolto dal pubblico che può poi ragionare su quello che ha visto.»

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«Penso sia importante lavorare in tv, è un mezzo di comunicazione così popolare. Purtroppo però è difficile riuscire a far passare delle formule nuove, dei contenuti non banali e scontati, insomma mi piacerebbe fare televisione ma a modo mio.»

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