Samuele Bersani

cantautore italiano

«La solitudine no che non è un affare, ti fa credere di risparmiare e invece non è che uno sperpero di stagioni inutili e di anni andati via davanti a un calendario e la colpa è soltanto mia.»

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«Le mie parole sono sassi precisi aguzzi pronti da scagliare su facce vulnerabili e indifese, sono nuvole sospese gonfie di sottintesi che accendono negli occhi infinite attese, sono gocce preziose indimenticate a lungo spasimate e poi centellinate, sono frecce infuocate che il vento o la fortuna sanno indirizzare.»

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«Io sono un'isola e le stelle mi hanno circondato e se cammino nel silenzio troverò il sentiero per ritornare sulla strada dove ti ho lasciato ogni momento è decisivo in una storia.»

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«Quindi figlio unico giocavo a palla da solo contro il muro e qualche volta paravo, avevo anche una mania: provavo a sentirmi sempre libero.»

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«Ma con gli anni è facile complicarsi abbastanza dentro se non tieni a conto il passato per seguire un'utopia, non avere più nessun elastico che ti riporta all'indietro.»

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«Come appiccica la colla dietro le fotografie, non si stacca e se la strappi viene via il primo strato soltanto della nostalgia.»

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«Siamo fiamme dell'inferno a riscaldare il nostro inverno di materassi a petrolio chiusi in tre in un capannone con un ennesimo coraggio nella pancia che a marzo nascerà su un motoscafo bianco prima dell'alba.»

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«Siamo le campagne vuote per dei trattori senza ruote, distese di maglie da calcio sotto un cielo blu cobalto, io non ho mai rubato niente al mercato o in gioielleria, nel mio paese avevo un posto in polizia.»

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«Il presente dov'è? È su un biliardo pendente e va tenuto fermo con la mano per fermarlo altrimenti ti accorgi con ritardo di quello che hai perduto, del risvolto che è ancora sconosciuto.»

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«Sei una creatura di prima scelta sopra il banco del reparto convenienza, sono io lo scatolone che ti tiene verticale e ti proteggo perché tu non vada a male.»

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«C'è un quaderno che nascondo ma non ho mai scritto cosa sei per me perché è facile, tu mi leggi dentro io no.»

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«Vorrebbe farsi un letargo e prova a chiudere gli occhi ma lui sa che il letargo viene solo d'inverno, riapre gli occhi sul mondo, questo mondo di mostri che hanno solo due zampe ma sono molto più mostri. Gli resta solo una cosa, chiamare il suo mondo lontano, lo fa con tutto il suo fiato ma sempre più piano. Vorrei poterlo salvare, portarlo via con un treno, lasciarlo dopo la pioggia là sotto l'arcobaleno.»

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«Ho calcolato col pallottoliere tutte le ansie che in un giorno riempiono il bicchiere fino all'orlo ma poi la bocca le beve.»

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«Non c'è nemmeno necessità di effetti speciali in questa città perché c'è già abbastanza agitazione e panico da vincere un Oscar.»

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«Non dimentico che una notte dal letto son caduto e nel sogno io stavo volando da orizzonte a orizzonte mantenuto da un vento e da un coraggio che a terra finora non ho avuto.»

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«Ho avuto chissà quale intuito per restare indifferente e che capacità di recitare questa parte sempre quello che sono stato fino a ieri non vale più.»

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«Complimenti al quarto in classifica, il maratoneta in ritardo, povero atleta, con i piedi in fiamme e la dignità di arrivare senza medaglia all'ultima meta. Complimenti in quanto significa che è possibile credere ancora a una vittoria senza corona.»

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«Davanti c'è una lunga fila di ricordi, materiali riciclati da non scoperchiare, ti fanno scendere i rimpianti prima dei rimorsi e li ritrovi perché li hai nascosti male. Davanti c'è una lunga fila di ricordi, certi legni ritornati in riva al mare, promemoria che diventano capelli bianchi e costringono gli astemi a sbicchierare.»

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