Piero Chiambretti

comico, autore televisivo, conduttore televisivo, attore e regista italiano

«Non ho mai considerato la nicchia un alibi: la tv la si fa per un certo numero di persone. Non dico non debbano esserci spazi espressamente culturali ma forse più che prime e seconde serate ci si dovrebbe dedicare ai canali tematici.»

tag: cultura
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«Da autore dico che è più facile fare un programma culturale che di intrattenimento.»

tag: cultura auto
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«Non capisco la differenza tra un programma culturale e uno di intrattenimento laddove conservi interviste, argomenti, citazioni, materiali e opinioni che tracimano in una forma di cultura.»

tag: cultura
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«Gli uomini della destra in termini di comunicazione vanno più forte. Non vuole dire che la politica della destra sia meglio di quella della sinistra... sempre che la politica della sinistra esista. La verità è che i politici di razza sono pochissimi e preferiscono andare dove sono protetti. Dove possono fare il loro discorsetto evitando rischi.»

tag: politica uomini
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«Mi sposto e cambio secondo gli umori che sento di dover trasmettere. Non ho motivo oggi per pensare di stare in Rai né altrove. Il format dei miei programmi sono sempre stato io. Ma in Italia si perdona tutto tranne che il successo.»

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«Non sempre quello che piace a te piace al pubblico e viceversa. La mediazione tra i due gusti è il successo di un programma.»

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«Che ci siano delle alleanze teoriche tra imprenditori ed editori, tra partito politico e artista è insindacabile. Io lavoro per me stesso, ho la mia scala di valori. E sono ben lieto di lavorare a Mediaset.»

tag: lavoro
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«Ho realizzato che puoi essere a Raidue e non renderti conto che stai lavorando per la Lega, lavorare a Sky che è di un uomo di destra e via dicendo. Senza contare che esiste una commistione tra editori.»

tag: lavoro uomini
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«Dove esistono cda, lobby e via dicendo tutti vanno e vengono: sembra un Grand Hotel. È più difficile instaurare rapporti in un'azienda che sembra un ministero.»

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«Sono un uomo-bandiera. Quando ero in Rai mi sentivo parte integrante del canone, a La7 di un telefono. Ora mi sento parte di Mediaset. Ma credo sia perché è un'impresa a conduzione familiare.»

tag: arte
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«Sono il censore di me stesso.»

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«Quando la provocazione è fatta bene arriva fino al limite ma non lo travalica.»

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«Credo nell'autonomia. Non posso non avere onestà intellettuale verso il pubblico.»

tag: auto
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«Tra me e Pier Silvio Berlusconi c'è proprio amicizia. È un rapporto che va oltre il fatto che lui è il grande capo. C'è simpatia reciproca da almeno 10-15 anni, quando lui veniva chiamato Dudi e io Pierino la peste.»

tag: amore amicizia
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«In Mediaset serviva un outsider. Io lo sono. Ma se c'è il vantaggio di portare novità, c'è anche il rischio di non sapersi inserire. Io ho avuto la fortuna e la capacità di farlo.»

tag: vita
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«Non nego che il passaggio a Mediaset sia stato complesso anche perché per me implicava un cambiamento epocale. Ma già ve­dendo Pier Silvio al Circolo Arci ho cominciato a pensare di essere arrivato al momento giusto.»

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«Quando le cose partono bene difficilmente finiscono male.»

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«Comunque vada, sarà un successo!»

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«Penso che Berlusconi abbia fatto meglio il Milan della televisione.»

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«Devo dirlo: ho scoperto che lontano dal video è meglio.»

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