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Boris Pasternak

data: 06/29/14 autore:
Borìs Pasternàk è stato uno scrittore e poeta russo. Studiò Filologia e composizione al Conservatorio.
Allo scoppio della rivoluzione russa aderì al bolscevismo per poi pentirsene.
 
 
L'arte [...] è una spugna [...] deve succhiare e lasciarsi impregnare [...]. Deve sempre essere in mezzo agli spettatori e guardare ogni cosa con una purezza, una ricettività, una fedeltà sempre più grandi.
 
 
È passato alla storia con Il dottor Zivago, censurato in patria e pubblicato per la prima volta in Italia dalla casa editrice Feltrinelli nel 1957.
 
 
Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, non hanno inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore. A loro non si è svelata la bellezza della vita.
 
 
Il romanzo gli costò la persecuzione del regime che non poteva permettere la pubblicazione di un testo che svelava i lati oscuri del sistema post-rivoluzionario ma gli valse anche la vincita del Nobel per la Letteratura nel 1958.
Fu tormentato con oppressioni intellettuali da parte del regime e dei servizi segreti che lo costrinsero negli ultimi anni della sua vita alla povertà e all'isolamento.
 
 
Ma l'ordine degli atti è già fissato,
e irrimediabile è il viaggio, sino in fondo.
Sono solo, tutto affonda nel farisaismo.
Vivere una vita non è attraversare un campo.


«Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti o che non hanno mai inciampato. A loro non si è svelata la bellezza della vita.»

tag: amore vita
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«L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi a vivere.»

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«Essere donna è un gran passo, | fare impazzire, eroismo. | | E io dinnanzi al miracolo di mani, | schiena, spalle e di un collo di donna | con devozione di servo | la vita tutta riverisco. | | Ma per quanto la notte m'incateni | con un anello d'angoscia, | più forte è al mondo l'aspirazione ad evadere | e la passione attira alle rotture.»

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«Sotto il salice avvinto dall'edera, | cerchiamo scampo all'intemperie. | Ci ripara le spalle un mantello, | intorno a te le mie braccia si avvincono. | | Ma no. Le piante nel folto | non s'avvolgono d'edera, ma d'ebrietà. | Stendiamo, allora, questo mantello | sotto di noi in tutta la sua ampiezza.»

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«Perdere la fanciullezza è perdere tutto. È dubitare. È vedere le cose attraverso la nebbia fuorviante dei pregiudizi e dello scetticismo.»

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«Primavera, io vengo dalla via, dove il pioppo è stupito, | dove la lontananza sbigottisce, dove la casa teme di crollare, | dove l'aria è azzurra come il fagottino della biancheria | di colui che è dimesso dall'ospedale! | | Dove la sera è vuota come un racconto interrotto, | lasciato da una stella senza continuazione | per rendere perplessi mille occhi tumultuosi, | insondabili e privi di espressione.»

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«Il tempo è un grande maestro. Peccato che uccida tutti i suoi allievi.»

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«Aprire una finestra è come aprirsi una vena.»

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«In ogni cosa ho voglia di arrivare sino alla sostanza. Nel lavoro, cercando la mia strada nel tumulto del cuore. | Sino all'essenza dei giorni passati, sino alla ragione, sino ai motivi, sino alle radici, sino al midollo. | Eternamente aggrappandomi al filo dei destini, degli avvenimenti, sentire, amare, vivere, pensare effettuare scoperte.»

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«Sei l'ostaggio dell'eternità, un prigioniero del tempo.»

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«L'arte è realistica come l'attività, e simbolica come il fatto.»

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«L'arte è una spugna deve succhiare e lasciarsi impregnare. Deve sempre essere in mezzo agli spettatori e guardare ogni cosa con una purezza, una ricettività, una fedeltà sempre più grandi.»

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«L'arte non è pensabile senza rischio e sacrificio spirituale di sè.»

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«L'uomo è nato per vivere, non per prepararsi alla vita.»

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«Io non amo la gente perfetta, quelli che non sono mai caduti, che non hanno mai inciampato. La loro è una virtù spenta, di poco valore, a loro non si è svelata la bellezza della vita.»

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«Primavera, io vengo dalla via, dove il pioppo è stupito, | dove la lontananza sbigottisce, dove la casa teme di crollare, | dove l'aria è azzurra come il fagottino della biancheria | di colui che è dimesso dall'ospedale! | | Dove la sera è vuota come un racconto interrotto, | lasciato da una stella senza continuazione... »

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