Ada Ferrante

«È pioggia che scende | al par d'un torrente. | Stupenda cascata. | | È gelida e pura. | Opulente davvero. | Eppur così scarna. | | Riempie e ti svuota. | T'abbaglia, t'incanta. | Avvincente magia. | | La temo, la schivo. | Perplesso la ignoro. | Eppure la bramo.»

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«In corsa | verso una Meta.»

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«C'era 'na mosca che ronzava | e prepotente s'agitava. | Aggressiva s'impennava | e senza posa cianciava. | | S'era accampata dentro casa mia | manco fosse 'n'abbazzia. | Nun me riusciva de' caccialla via | e m'empediva a pensa' a li... fatti mia. | | Ce 'o lo so, non è mica corpa mia. | Certo, ce vorrebbe un po' de... diplomazzia!»

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«E' 'n pastrocchio colossale. | Zitto, zitto, t'ho beccato. | No, per me, nun sei normale. | | Manco 'n poco, per davvero | Un, nessun e milleccento. | Tutti sempre a spara' a zzero. | | Sei de ccerto er mijore | Der travestimento sei 'n maestro. | 'n mago a fa' er rompitore | | Senza manco arifjatà | - va a capi', proppio con' mme - | sputi sentenze a sazietà. | | Te sei dato un gran dafa'! | Mo' me sa che m'arilasci | Finarmente a respira'.»

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«Libera di essere ciò che desidero. | Libera di essere (semplicemente) ciò che sono. | Libera di volere e di volare. | Libera di ridere e di cantare. | Libera di danzare e di amare. | Libera di piangere e di urlare. | Libera di sognare. | E guardare. | E non smettere mai d'imparare. | E provare e riprovare. | Senza mai mollare. | Alzando al cielo gli occhi ed il cuore. | E ringraziare | di poter ancora imparare a volare.»

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«Ecco, il sipario ormai sta calando. Le luci son già spente. Non resta ormai che il pallido eco di lacrime e risa. L'attore si guarda attorno esitante e smarrito. Il teatro è deserto, non resta alcunché. Per un attimo una mano crudele gli artiglia il cuore e gli mozza il respiro. Poi scuote la testa e sorride tra sé: domani è un altro giorno. Chissà...»

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«Di uomini ce ne sono solo due tipi: stupidi (superficiali, egocentrici e quant'altro) o intelligenti (sensibili, amabili e amanti). | Ogni donna conosce questo dramma: se sceglie l'uomo sbagliato il dolore è assicurato. | L'uomo invece è come il gatto: cade sempre in piedi!»

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«Sembra che l'amicizia sia una merce rara.»

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«Tutti vogliono avere amici, nessuno vuole essere amico.»

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«Quanto a me, ho bevuto così tanto aceto mascherato da vino da averne di riserva per altre tre vite.»

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«Nulla è tanto aspro di colui che si rivela un falso amico.»

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«Il grande non può che camminare col piccolo, perché sa di essere più piccolo di lui... Il mediocre, invece, non può camminare col piccolo perché sa che è più grande di lui!»

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«Un tempo definivo il mio umore come il tracciato di un elettrocardiogramma. | Alti e bassi. | Gli alti, più alti dell'Everest. | I bassi... più bassi della Fossa delle Marianne! | Senza via di mezzo. | | Ora, dopo un'acme quasi insostenibile di dolore, ho imparato a percepire anche... le onde medie.»

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«Cercare (di dare) un senso alla propria vita ha... senso! | Cercare di trovare un senso alla propria vita nella vita degli altri non ha senso. | Pensare, poi, di dare senso alla vita degli altri, beh è in-sensato (senza senso)!»

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«Uffa! Ma quando arriva l'alba!? | Che da ultimo scacci le tenebre, rivaleggi con l'oscurità, abbagli con la sua tenue luce, sfolgorando nella notte!»

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«Con le nostre mani possiamo curare, accarezzare, guidare, sostenere, dar da mangiare e da bere. Possiamo aprirle per donare e per ricevere. | Oppure possiamo chiuderle ostinatamente alle necessità di chi ci passa accanto. Con le nostre mani possiamo ferire. Con le nostre mani possiamo perfino uccidere. | Le nostre mani: segno di benedizione o di maledizione. | E tu cosa scegli?»

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«L'amore (vero) lascia sempre spazio all'altro. Così l'amico, il fratello o l'amante.»

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«Il silenzio parla per chi sa ascoltare, mentre come piume al vento sono le parole che non trovano orecchio e cuore.»

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«L'altro a volte è uno specchio brunito e opaco, che (in)consapevolmente distorce l'immagine che riflette.»

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«Conoscersi è principio di sapienza e segno di maturità.»

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