Ugo Foscolo

poeta, scrittore e traduttore italiano

«L'arte non consiste nel rappresentare cose nuove, bensì nel rappresentare con novità.»

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«È meno male non avere leggi, che violarle ogni giorno.»

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«Facciamo tesoro di ricordi cari e soavi i quali ci destino, negli anni che ancora lunghi e tormentati ci avanzano, le memorie che non siamo sempre vissuti nel dolore.»

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«Chi ripiglia lo scettro per forza d'armi straniere, non sarà mai temuto da chi l'aiutò, ne rispettato da chi gli deve ubbidire.»

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«Venti anni addietro sì fatti ingegni si rimanevano inerti ed assiderati nel sopore universale d'Italia: ma i tempi d'oggi hanno ridestato in essi le virili e natie loro passioni; ed essi hanno acquistato tal tempra che spezzarli puoi, piegarli non mai.»

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«Coloro che non furono mai sventurati non sono degni della loro felicità.»

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«Le sciocche e laide abitudini sono le corruzioni della nostra natura.»

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«La poca felicità che ci si può aspettare da questo mondo consiste nell'essere sicuri di aver fatto il maggior bene possibile ed il minor male possibile ai cuori dei nostri amici.»

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«Che è mai l'uomo? il coraggio fu sempre dominatore dell'universo perché tutto è debolezza e paura.»

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«Sarei perduto s'io vivessi un solo momento senza di te.»

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«In tutti i paesi ho veduto gli uomini sempre di tre sorte: i pochi che comandano; l'universalità che serve; e i molti che brigano.»

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«All'ombra dè cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?»

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«Tu non altro che il canto avrai del figlio, | o materna mia terra, a noi prescrisse il fato illacrimata sepoltura.»

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«Forse perché della fatal quïete | tu sei l'imago, a me sì cara vieni, o Sera!»

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«Il disprezzare non è da tutti.»

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«Il dolore, in chi manca di pane, è più rassegnato.»

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«Quaggiù la povertà è vergogna che nessun merito lava.»

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«Anche la speme, ultima dea, fugge i sepolcri.»

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«Se gli uomini si conducessero sempre al fianco la morte, non servirebbero sì vilmente.»

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«O tu cantor di morbidi | Pratei, di dolci rivi, | Che i verdi poggi, e gli alberi | Soavemente avvivi | Con gli armonici versi | Da fresche tinte aspersi,.»

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