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Salvatore Quasimodo

data: 08/20/15 autore:
Salvatore Quasimodo è stato un poeta italiano, esponente di spicco dell'Ermetismo.
Non solo poeta ma anche traduttore, ha contribuito alla traduzione di testi classici e soprattutto dei lirici greci ma anche di opere teatrali come quelle di William Shakespeare.
 
 … quel ragazzo che fuggì di notte con un mantello corto
e alcuni versi in tasca. 
 

Essendo le sue composizioni ermetiche non è facile nell'immediato darne una interpretazione univoca. Una poetica dove  parola perde la sua funzione comunicativa per assumere significati astratti ed appunto ermetici. Il senso di indeterminatezza che se ne coglie rimanda all'incertezza dell'esistenza soprattutto nel difficile periodo bellico. 
Le sue opere furono segnate dalla guerra e dall'opposizione al regime fascista.
 
E quel gettarmi alla terra, 
quel gridare alto il nome del silenzio, 
era dolcezza di sentirmi vivo.

 
I temi tipici delle sue liriche sono la sua terra natale, la Sicilia, l'infanzia, gli affetti, gli eventi storici. Il verso è legato alla musicalità, alla delicatezza del lessico semplice.
 
Dove sull’acque viola
era Messina, tra fili spezzati
e macerie tu vai lungo binari
e scambi col tuo berretto di gallo
isolano. Il terremoto ribolle
da due giorni, è dicembre d’uragani
e mare avvelenato

 


«Ma come è sempre tardi per amare.»

tag: amore
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«Ognuno sta solo | sul cuore della terra | trafitto da un raggio di sole: | ed è subito sera.»

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«E come potevamo noi cantare | con il piede straniero sopra il cuore, | fra i morti abbandonati nelle piazze | sull'erba dura di ghiaccio, al lamento | d'agnello dei fanciulli, all'urlo nero | della madre che andava incontro al figlio | crocifisso sul palo del telegrafo? | Alle fronde dei salici, per voto, | anche le nostre cetre erano appese, | oscillavano lievi al triste vento.»

VOTI: 1


«Dalla tua matrice | io salgo immemore | e piango. | | Camminano angeli, muti | con me; non hanno respiro le cose; | in pietra mutata ogni voce, | silenzio di cieli sepolti. | | Il primo tuo uomo | non sa, ma dolora.»

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«Ognuno sta solo sul cuore della terra | trafitto da un raggio di sole: | ed è subito sera.»

VOTI: 1


«Di te amore m'attrista, | mia terra, se oscuri profumi | perde la sera d'aranci, | o d'oleandri, sereno, | cammina con rose il torrente | che quasi n'è tocca la foce. | | Ma se torno a tue rive | e dolce voce al canto | chiama da strada timorosa | non so se infanzia o amore, | ansia d'altri cieli mi volge, | e mi nascondo nelle perdute cose.»

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«Il girasole piega a occidente | e già precipita il giorno nel suo | occhio in rovina e l'aria dell'estate | s'addensa e già curva le foglie e il fumo | dei cantieri. S'allontana con scorrere | secco di nubi e stridere di fulmini | quest'ultimo gioco del cielo. Ancora... »

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«Ma come è sempre tardi per amare.»

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«La luna rossa, il vento, il tuo colore | di donna del Nord, la distesa di neve... | Il mio cuore è ormai su queste praterie, | in queste acque annuvolate dalle nebbie. | Ho dimenticato il mare, la grave | conchiglia soffiata dai pastori siciliani, | le cantilene dei carri lungo le strade... »

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«Dalla tua matrice | io salgo immemore | e piango. | | Camminano angeli, muti | con me; non hanno respiro le cose; | in pietra mutata ogni voce... »

VOTI: 1


«Di te amore m'attrista, | mia terra, se oscuri profumi | perde la sera d'aranci, | o d'oleandri, sereno, | cammina con rose il torrente | che quasi n'è tocca la foce... »

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