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Octavio Paz

data: 12/27/14 autore:
Octavio Paz è stato è stato un poeta, saggista e diplomatico messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990. Considerato una delle figure più importanti della letteratura contemporanea, sia come poeta che come saggista, visse a lungo in Spagna, dove sostenne e combatté la lotta dei repubblicani durante la Guerra civile spagnola. Il periodo vissuto in Francia lo avvicinò invece al Surrealismo. Non a caso lavorò a fianco di André Breton e Benjamin Péret.
Dopo la guerra Paz scrisse “Il labirinto della solitudine”, un importante saggio sull'identità messicana. Dedito da sempre alla carriera diplomatica, ottenne il posto di ambasciatore in Messico e in India nel 1962 ma lo lasciò dopo il Massacro di Tlatelolco.
Nel 1956 vince il Premio Xavier Villaurrutia e nel 1981 a Paz fu conferito il Premio Cervantes.
 
 
Un popolo comincia a corrompersi quando si corrompe la sua grammatica e la sua lingua.


«La saggezza non sta nella stasi né nel cambiamento, ma nella loro dialettica.»

tag: saggezza
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«La memoria è un presente che non finisce mai di passare.»

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«La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda.»

tag: ricordi
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«La grande arte è spesso un'invenzione che diventa un'imitazione.»

tag: arte
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«Leggere un poema è ascoltarlo con gli occhi; ascoltare è vederlo con le orecchie.»

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«Un pessimista è un uomo che guarda entrambi i lati della strada prima di attraversare in un senso unico.»

tag: uomini
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«Un pessimista è un uomo che guarda a destra e a sinistra prima di attraversare una strada a senso unico.»

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«Il tuono percorre la pianura | nasconde il cielo tutti i suoi uccelli | Sole scorticato | sotto la sua ultima luce | le pietre sono più pietre che mai. | | Mormorio di incerti fogliami | come ciechi alla ricerca della strada | Fra pochi istanti | acqua e notte saranno un solo corpo.»

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«Se l'uomo è polvere | uomini sono quelli | che attraversano la pianura.»

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«Nello spazio | sto | dentro di me | lo spazio | fuori di me | lo spazio | in nessun luogo | sto | fuori di me | nello spazio | fuori di sé | in nessun luogo | sto | nello spazio | eccetera.»

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«Parole? Sì, di aria | e nell'aria perdute. | Tu lascia che mi perda tra parole, | lasciami essere aria su labbra, | un soffio vagabondo senza sagoma, | breve aroma che l'aria fa svenire. | | Anche la luce in se stessa si perde.»

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«Tra adesso e adesso, | tra io sono e tu sei, | la parola ponte. | | Entri in te stessa | quando entri in lei: | il mondo si chiude | come un anello. | | Da una sponda all'altra | sempre si stende un corpo, | un arcobaleno. | | Sotto i suoi archi dormirò.»

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«Le mie mani | aprono la cortina del tuo essere | ti vestono con altra nudità | scoprono i corpi del tuo corpo | le mie mani | inventano un altro corpo al tuo corpo.»

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«Al dibattito delle vespe | la dialettica delle scimmie | gorgheggi delle statistiche | oppone | (alta fiamma rosa | fatta di pietra aria e uccelli | tempo in riposo sull'acqua) | | l'architettura del silenzio.»

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«S'inventò un volto. | Dietro di esso, | molte volte | visse, morì e risuscitò. | Oggi | il suo volto ha le rughe di quel volto. | Le sue rughe non hanno volto.»

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«Il salto dell'onda | più bianca | ogni ora | più verde | ogni giorno | più giovane | la morte»

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«Più trasparente | di quella goccia d'acqua | tra le dita del rampicante | il mio pensiero tende un ponte | da te stessa a te stessa | Guardati | più reale del corpo che abiti | ferma in mezzo alla mia fronte | | Sei nata per vivere in un'isola.»

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«Ieri notte | nel tuo letto | eravamo in tre: | tu io la luna.»

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«Più che aria | più che acqua | più che labbra | leggera leggera | | Il tuo corpo è l'orma del tuo corpo.»

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«I miei occhi ti scoprono | nuda | e ti coprono | d'una calda pioggia | di sguardi.»

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