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Groucho Marx

attore, comico, scrittore e conduttore televisivo statunitense



«Ricordare il passato serve per il futuro, così non ripeterai gli stessi errori: ne inventerai di nuovi.»

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«A occhio e croce direi che in tutto il mondo i comici professionali di categoria a non arrivano al centinaio, tra maschi e femmine. Sono una merce molto più rara e preziosa di tutto l'oro e le gemme del mondo. Ma siccome di noi si ride, non credo che la gente capisca davvero quanto siamo necessari alla sua salute mentale.»

VOTI: 1


«Una volta era il pubblico a ridere, adesso ridono gli attori al suo posto. Viviamo proprio nell'era del fai da te.»

VOTI: 1


«Quando un comico fa una parte seria, mi vengono i crampi a vedere i critici che, fuori di sé, lanciano i cappelli per aria, danzano per le strade e cantano ditirambi in sua lode. Perché la cosa debba suscitare nei critici tanto sbalordito entusiasmo non l'ho mai capito. Non c'è comico al mondo che non sia in grado di cavarsela benone in un ruolo drammatico. Ma ci sono pochissimi attori drammatici capaci di interpretare un ruolo comico in modo più che passabile.»

VOTI: 1


«La maggior parte della gente di spettacolo, quando alla fine scrive un'autobiografia (e la scrive, la scrive), narra invariabilmente una sfilza ininterrotta di trionfi sfolgoranti. I più accorti inseriscono a volte un ruzzolone qua e là, ben sapendo che per il lettore medio, di solito un povero disgraziato, nulla è più deprimente della storia di un guitto fortunato, che grazie a una serie di... »

VOTI: 1


«Quando un comico fa una parte seria, mi vengono i crampi a vedere i critici che, fuori di sé, lanciano i cappelli per aria, danzano per le strade e cantano ditirambi in sua lode. Perché la cosa debba suscitare nei critici tanto sbalordito entusiasmo non l'ho mai capito. Non c'è comico al mondo che non sia in grado di cavarsela benone in un ruolo drammatico. Ma ci sono pochissimi attori... »

VOTI: 1


«La maggior parte della gente di spettacolo, quando alla fine scrive un'autobiografia (e la scrive, la scrive), narra invariabilmente una sfilza ininterrotta di trionfi sfolgoranti. I più accorti inseriscono a volte un ruzzolone qua e là, ben sapendo che per il lettore medio, di solito un povero disgraziato, nulla è più deprimente della storia di un guitto fortunato, che grazie a una serie di accidenti (e a un minimo di talento) ha avuto fama, ricchezza e mogli a bizzeffe.»

VOTI: 1


«A mezzo isolato da un teatro di meschino aspetto sentii grandi scrosci di risa. Chi mai poteva far ridere tanto? Meglio andare a vedere. Sulla scena c'erano otto o dieci personaggi assortiti, e il numero si intitolava Una sera al Circolo. Uno degli attori aveva un paio di baffetti minuscoli e un enorme paio di scarpe, e mentre un soprano mastodontico cantava un Lied di Schubert, lui... »

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