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Giovanni Verga

data: 10/28/14 autore:
Giovanni Verga è stato uno scrittore italiano, considerato il massimo esponente del verismo. La sua prima formazione romantico-risorgimentale lo portò a uno stile scapigliato prima di approdare alle tecniche realiste. Sono della sua prima fase, ad esempio, Una peccatrice e Storia di una Capinera.
 
Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l'umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell'insieme, da lontano. Nella luce gloriosa che l'accompagna dileguansi le irrequietudini, le avidità, l'egoismo, tutte le passioni, tutti i vizi che si trasformano in virtù, tutte le debolezze che aiutano l'immane lavoro, tutte le contraddizioni, dal cui attrito sviluppasi la luce della verità. [...] Solo l'osservatore, travolto anch'esso dalla fiumana, guardandosi attorno, ha il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall'onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia disperate, e piegano il capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, i vincitori d'oggi, affrettati anch'essi, avidi anch'essi d'arrivare, e che saranno sorpassati domani
 
In seguito alla scoperta del naturalismo francese dedicò la sua produzione ai racconti e ai romanzi di ambiente siciliano, come dimostra il "Ciclo dei Vinti". Sono di questo periodo Vita dei campi, I Malavoglia, Novelle rusticane, Mastro don Gesualdo. Lo scrittore ha una visione della vita pessimistica in antitesi con l'ottimismo dei suoi tempi pur credendo nel progresso e interessandosi alle categorie più deboli e povere.
 
Uomo povero ha i giorni lunghi
 
Il linguaggio di Verga lascio spazio alle innovazioni e alla sperimentazione, grazie anche al linguaggio dialettale.
 
 


«Il matrimonio è come una trappola per topi quelli che son dentro vorrebbero uscirne, e gli altri ci girano intorno per entrarvi.»

VOTI: 4


«Uomo povero ha i giorni lunghi.»

VOTI: 2


«Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all'anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: — Roba mia, vientene con me!»

VOTI: 1


«Nella stessa casa suocera e nuora insieme ci stanno proprio come due mule selvaggie alla stessa mangiatoia.»

VOTI: 1


«Sì, Milano è proprio bella, amico mio, e credimi che qualche volta c'è proprio bisogno di una tenace volontà per resistere alle sue seduzioni, e restare al lavoro. Ma queste seduzioni sono fomite, eccitamento continuo al lavoro, sono l'aria respirabile perché viva la mente; ed il cuore, lungi dal farci torto non serve spesso che a rinvigorirla. Provasi davvero la febbre di fare; in mezzo a cotesta folla briosa, seducente, bella, che ti si aggira attorno, provi il bisogno d'isolarti, assai meglio di come se tu fossi in una solitaria campagna. E la solitudine ti è popolata da tutte le larve affascinanti che ti hanno sorriso per le vie e che son diventate patrimonio della tua mente.»

VOTI: 1


«Malpelo si chiamava così perché aveva i capelli rossi; ed aveva i capelli rossi perché era un ragazzo malizioso e cattivo, che prometteva di riuscire un fior di birbone. Sicché tutti alla cava della rena rossa lo chiamavano Malpelo; e persino sua madre col sentirgli dir sempre a quel modo aveva quasi dimenticato il suo nome di battesimo.»

VOTI: 1


«Una mela fradicia guasta tutte le altre.»

VOTI: 1


«'Ntrua, 'ntrua! Ciascuno a casa sua!»

VOTI: 1


«Né visita di morto senza riso, né sposalizio senza pianto.»

VOTI: 1


«Maritati e muli vogliono star soli.»

VOTI: 1


«La Madonna ci ha fatto il miracolo, perché il Signore ci è stato troppe volte in questa casa!»

VOTI: 1


«Il cammino fatale, incessante, spesso faticoso e febbrile che segue l'umanità per raggiungere la conquista del progresso, è grandioso nel suo risultato, visto nell'insieme, da lontano. Nella luce gloriosa che l'accompagna dileguansi le irrequietudini, le avidità, l'egoismo, tutte le passioni, tutti i vizi che si trasformano in virtù, tutte le debolezze che aiutano l'immane lavoro, tutte le contraddizioni, dal cui attrito sviluppasi la luce della verità. [...] Solo l'osservatore, travolto anch'esso dalla fiumana, guardandosi attorno, ha il diritto di interessarsi ai deboli che restano per via, ai fiacchi che si lasciano sorpassare dall'onda per finire più presto, ai vinti che levano le braccia disperate, e piegano il capo sotto il piede brutale dei sopravvegnenti, i vincitori d'oggi, affrettati anch'essi, avidi anch'essi d'arrivare, e che saranno sorpassati domani.»

VOTI: 1


«I vicini devono fare come le tegole del tetto, a darsi l'acqua l'un l'altro.»

VOTI: 1


«Fra suocera e nuora ci si sta in malora.»

VOTI: 1


«Fa il mestiere che sai, che se non arricchisci camperai.»

VOTI: 1


«Chi fa credenza senza pegno, perde l'amico, la roba e l'ingegno.»

VOTI: 1


«Chi comanda ha da dar conto.»

VOTI: 1


«Il mare non ha paese nemmen lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare, di qua e di là dove nasce e muore il sole.»

VOTI: 1


«Dove ci sono i cocci ci son feste.»

VOTI: 1


«Ciascuno deve pensare alla sua barba prima di pensare a quella degli altri.»

VOTI: 1
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