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Aldo Palazzeschi

data: 10/03/14 autore:
Aldo Palazzeschi, pseudonimo di Aldo Giurlani, è stato uno scrittore e poeta italiano, considerato uno dei padre delle avanguardie storiche. Dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e dopo una breve esperienza teatrale, ha iniziato a scrivere e pubblicare le sue opere.
 
 
L'amore, di qualunque specie, non è mai triste.
 
 
Dopo un esordio crepuscolare Palazzeschi entrò a far parte della corrente futurista senza aderire completamente ma interpretandolo a modo suo. Tra le sue sperimentazioni avanguardistiche resta importante Il controdolore, considerato uno dei manifesti futuristi.
 
 
Non vi è sposa fedele che almeno con gli occhi non abbia tradito il coniuge parecchie volte.
 
 
Il suo stile diretto, grottesco ma anche ironico lo rende un interprete originale anche se non mancano nei suoi racconti comprensione e sensibilità. Le sue opere, inoltre, sono generalmente correlate fra loro.
 
 
Io sono un uomo che soffre di vertigini scritte.
 
 
Grazie ai frequenti viaggi all’estero, soprattutto a Parigi, conosce i più importanti intellettuali di fama mondiale. Tra le sue opere più famose ricordiamo, Il codice di Perelà (1911), Poesie(1930), Le sorelle Materassi (1934).
 
 
Il vero poeta moderno dovrebbe scrivere sui muri, per le vie, le proprie sensazioni e impressioni, fra l'indifferenza o l'attenzione dei passanti.


«Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere.»

tag: saggezza
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«Il riso è il profumo della vita di un popolo civile.»

tag: vita
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«L'amore, di qualunque specie, non è mai triste.»

tag: amore
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«Vita, orrenda cosa che mi piaci tanto.»

tag: vita
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«Tre casettine | dai tetti aguzzi, | un verde praticello, | un esiguo ruscello: rio Bo, | un vigile cipresso. | Microscopico paese, è vero, | paese da nulla, ma però... | c'è sempre disopra una stella, | una grande, magnifica stella, | che a un dipresso... | occhieggia con la punta del cipresso | di rio Bo. | Una stella innamorata? | Chi sa | se nemmeno ce l'ha | una grande città.»

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«In fondo alla china, | fra gli alti cipressi, | è un piccolo prato. | Si stanno in quell'ombra | tre vecchie | giocando coi dadi. | Non alzan la testa un istante, | non cambian di posto un sol giorno. | Sull'erba in ginocchio | si stanno in quell'ombra giocando.»

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«Chi sono? | Son forse un poeta? | No certo. | Non scrive che una parola, ben strana, | la penna dell'anima mia: | follìa. | Son dunque un pittore? | Neanche. | Non à che un colore | la tavolozza dell'anima mia: | malinconia. | Un musico allora? | Nemmeno. | Non c'è che una nota | nella tastiera dell'anima mia: | nostalgìa. | Son dunque... che cosa? | Io metto una lente | dinanzi al mio core, | per farlo vedere alla gente. | Chi sono? | Il saltimbanco dell'anima mia.»

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«L'amore, di qualunque specie, non è mai triste.»

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«Il riso fa buon sangue, ed è il profumo della vita in un popolo civile.»

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«Anche in un fazzoletto da naso può esserci un firmamento, basta sapercelo vedere.»

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«Io metto una lente davanti al mio cuore per farlo vedere alla gente.»

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«Vita, orrenda cosa che mi piaci tanto.»

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«E ch'ella, sbagliando i conti, aveva creduto di far suo e di essere di lui per sempre, volendolo a dispetto di tutti.»

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«Non so perché quella sera, | fossero i troppi profumi del banchetto... | irrequietezza della primavera... | un'indefinita pesantezza | mi gravava sul petto, | un vuoto infinito mi sentivo nel cuore... | ero stanco, avvilito, di malumore... »

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«Allor che i miei buoni fratelli m'avevan due volte sepolto, | disse una voce: (io non so come e dove) | "Assolto. Mancanza assoluta di prove". | Si apersero tutte le porte, si apersero tutti i cancelli. | "Assolto!" Io sono "l'assolto" miei cari signori, e ora che sono fuori guardatemi bene in viso: ho ucciso? | "Assolto!" | È la mia professione, che intendo bene di sfruttare dal suo lato migliore... »

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«"Saltella e balletta | comare Coletta! | Saltella e balletta!" | | Smagrita, ricurva, la piccola vecchia | girando le strade saltella e balletta. | Si ferma la gente a guardarla... »

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«Chi sono? | Son forse un poeta? | No certo. | Non scrive che una parola, ben strana, | la penna dell'anima mia: | follìa. | Son dunque un pittore?... »

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