Carlos Ruiz Zafón

scrittore spagnolo

«A volte è più facile confidarsi con un estraneo. Chissà perché. | Forse perché un estraneo ci vede come siamo realmente, e non come vogliamo far credere di essere.»

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«Nel momento in cui ti soffermi a pensare se ami o no una persona, hai già la risposta.»

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«Così mi scordai di me stessa, del fatto che stavo invecchiando e che avevo sprecato la mia gioventù amando un relitto, un essere senz'anima, uno spettro.»

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«Pensavo al poco che avrei da offrirle e al tanto che avrei potuto ricevere.»

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«Si finisce per diventare ciò che si vede negli occhi di quelli che di desiderano.»

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«Non avevo capito fino ad allora quanto desiderassi continuare a respirare, continuare ad aprire gli occhi ogni mattina e poter uscire in strada per calpestare i ciottoli e vedere il cielo e, soprattutto, continuare a ricordare.»

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«Dimmi di cosa ti vanti e ti dirò di cosa sei privo.»

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«L'essere umano crede come respira, per sopravvivere.»

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«Allora seppi che avrei dedicato ogni minuto che ci restava da passare insieme a renderla felice, a riparare al male che le avevo fatto e a restituirle ciò che non avevo mai saputo darle.»

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«"Ha una brutta faccia." Sentenziò. | "Indigestione" Replicai. | "Di cosa?" | "Di realtà."»

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«Il signor Sempere credeva che Dio vivesse un po', o molto, nei libri e per questo dedicò la propria vita a condividerli, a proteggerli e ad assicurarsi che le loro pagine, come i nostri ricordi e i nostri desideri, non andassero mai perdute, perché credeva, e fece credere anche a me, che finché fosse rimasta una sola persona al mondo capace di leggerli e di viverli, sarebbe restato un frammento di Dio o di vita.»

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«Il futuro si legge nelle strade, nelle fabbriche e nelle caserme molto più chiaramente che sulle pagine dei giornali.»

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«Viviamo in un mondo di ombre, Daniel, e la fantasia è un bene raro. Quel libro mi ha insegnato che la lettura può farmi vivere con maggiore intensità, che può restituirmi la vista.»

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«Ignoravo il piacere che può dare la parola scritta, il piacere di penetrare nei segreti dell'anima, di abbandonarsi all'immaginazione, alla bellezza e al mistero dell'invenzione letteraria.»

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«Non posso morire, dottore. Non ancora. Ho delle cose da fare. Poi avrò tutta la vita per morire.»

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«Un racconto, mi aveva detto un giorno Julian, è la lettera che un autore scrive a se stesso per mettere a nudo la propria anima.»

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«Il tempo mi ha insegnato a non perdere mai la speranza ma anche a non farvi troppo affidamento, perché è vanitosa e crudele, senza consapevolezza.»

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«Tutto è racconto, Martìn. Quello che crediamo, quello che conosciamo, quello che ricordiamo e perfino quello che sognamo.»

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«Le guerre negano la memoria dissuadendoci dall'indagare sulle loro radici, finché non si è spenta la voce di chi può raccontarle. Allora ritornano, con un altro nome e un altro volto, a distruggere quel poco che avevano risparmiato.»

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«Eppure nulla alimenta l'oblio più di una guerra, Daniel.»

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